Fissativo trasparente a confronto con il fondo pigmentato bianco
Quando si tratta di preparare una parete prima di pitturare, molti vanno nel panico totale. Altri si limitano a scegliere “quello che costa meno”. E poi ci sono quelli che al negozio guardano l’etichetta, sospirano… e lo prendono a caso.
Nel mio reel l’ho detto senza mezzi termini: non funziona così.
La scelta del fissativo non dipende dal prezzo, non dipende dal colore della pittura che userai, e nemmeno da quello che ti ha detto il vicino “che ha fatto tutto da solo”.
Dipende solo ed esclusivamente da come sono le tue pareti.
Se capisci questo, risparmi tempo, pittura, soldi e nervi.
Se non lo capisci… beh, preparati a dare quattro mani invece di due, a imprecare davanti alle macchie che ricompaiono e a guardare il muro chiedendoti cosa hai sbagliato.
In questo articolo ti spiego quando usare il fissativo trasparente, quando scegliere quello bianco, quando non devi usare nessuno dei due e qual è l’errore più comune che fa perdere litri di pittura a chi inizia.
Quando usare il fissativo trasparente: superfici nuove o in perfette condizioni
Il fissativo trasparente è quello più “pulito”, quello che non altera nulla, né il colore della parete né la sua texture. Serve a una cosa sola, molto semplice e molto importante: far aderire bene la pittura.
È la scelta perfetta quando hai a che fare con:
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pareti nuove
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cartongesso appena stuccato e levigato
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superfici lisce e sane
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intonaci freschi
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muri che non presentano problemi di assorbimento irregolare
In tutte queste situazioni il fissativo trasparente è l’opzione ideale perché:
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penetra in profondità
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uniforma l’assorbimento
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prepara la superficie senza modificarla
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evita che la pittura venga “bevuta” in modo irregolare
Molti pensano che se il fissativo “non si vede”, allora “non fa niente”. E invece è proprio l’opposto: lo vedi dopo, quando la pittura si stende liscia, uniforme e senza macchie.
Il trasparente è fondamentale quando vuoi mantenere esattamente l’aspetto della parete, limitandoti solo a rinforzarla e far aderire bene il colore.
Ma attenzione: se la parete presenta macchie, segni, residui o colori scuri… il trasparente non basta. E qui entrano in gioco i pulaster che lo usano comunque, poi mi scrivono disperati perché “le macchie non spariscono”. Ma va?
Quando usare il fondo pigmentato bianco: pareti vecchie, macchiate o di colore scuro
Il fondo pigmentato bianco è diverso: è una base vera e propria.
Non serve solo a far aderire la pittura, ma anche a coprire, uniformare e preparare una superficie che non è proprio in forma smagliante.
Usalo quando hai:
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pareti molto vecchie
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macchie che potrebbero riaffiorare
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colori scuri da coprire
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differenze di assorbimento molto evidenti
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superfici irregolari o segnate
Il fondo pigmentato agisce come una mano di fondo:
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schiarisce la superficie
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crea una base uniforme
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riduce drasticamente il numero di mani di pittura necessarie
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nasconde imperfezioni leggere
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migliora la copertura del colore finale
E sì, lo dico chiaramente: ti fa risparmiare almeno una mano di pittura.
Ci sono situazioni in cui addirittura due.
La differenza si vede soprattutto quando parti da un colore scuro:
se usi solo la pittura finale, rischi di dover passare cinque mani.
Con un buon fissativo bianco sotto, spesso ne bastano due.
Chi usa il trasparente in questi casi fa un errore enorme:
la parete assorbe in modo non uniforme e il colore non copre.
E poi si lamenta perché “sta ancora vedendo il vecchio giallo sotto”.
Il problema non è la pittura.
È la scelta del fissativo.
Umidità e muffa: quando né trasparente né bianco vanno bene
E poi c’è il caso più sottovalutato in assoluto: umidità, muffa e infiltrazioni.
Te lo dico chiaro:
né il fissativo trasparente, né quello bianco servono a qualcosa in queste situazioni.
Non bloccano le macchie.
Non fermano l’umidità.
Non isolano nulla.
Non risolvono il problema.
In questo caso serve un prodotto completamente diverso: il fissativo isolante.studiato per queste situazioni
è studiato apposta per:
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bloccare macchie ostinate
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impedire alla muffa di riaffiorare
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prevenire l’ingiallimento
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isolare nicotina, fuliggine, aloni, infiltrazioni secche
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creare una barriera che la pittura normale non può creare
È un prodotto più tecnico, più specifico e spesso più costoso, ma è l’unico che funziona.
Usare un fissativo normale in presenza di umidità è come mettere un cerotto su una falla di una barca: non serve a niente e ti illudi che stia funzionando.
Se la parete ha muffa attiva, prima ancora del fissativo isolante serve:
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trattamento antimuffa,
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rimozione,
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asciugatura,
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solo dopo l’isolante.
Saltare questi passaggi significa buttare via pittura, tempo e soldi.
La verità: il fissativo giusto ti fa risparmiare litri di pittura (e un sacco di soldi)
Il punto centrale è questo: il fissativo sbagliato ti fa lavorare il doppio.
Anzi, il triplo.
E ti fa consumare una quantità di pittura che potresti tranquillamente evitare.
Con il fissativo giusto:
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la parete assorbe meno
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la pittura copre prima
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il colore resta uniforme
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non hai zone più scure o più chiare
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fai due mani anziché quattro
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la finitura finale è più professionale
Con il fissativo sbagliato, invece:
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la parete “beve” tutto
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continui a passare mani su mani
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il colore non copre
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si vedono differenze
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sprechi litri di vernice
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spendi più soldi di quanti ne risparmieresti comprando il prodotto giusto
Alla fine, quello che paghi di fissativo lo recuperi in pittura, tempo e fatica.
Fai i conti.
E quando vai al negozio, vai con le idee chiare, non a caso, non seguendo “quello che costa meno”, non come fate di solito eh.
Preparare bene la parete significa risparmiare dopo.
Punto.
In sintesi
Scegliere tra fissativo trasparente, bianco o isolante non è una questione di gusto o di prezzo: è una questione di parete.
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Pareti nuove e perfette → fissativo trasparente
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Pareti vecchie, macchiate, scure → fondo pigmentato bianco
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Umidità, muffa, infiltrazioni → fissativo isolante apposito (né trasparente né fondo pigmentato)
Capire questa differenza significa risparmiare mani di pittura, ottenere un risultato migliore, lavorare meno e farlo con un po’ di dignità tecnica.