I bianchi si dividono in due gruppi: i caldi, che hanno dentro del giallo, e i neutri, che hanno dentro una componente di nero. Si abbinano entrambi praticamente a tutto, e la scelta tra i due dipende dall'effetto che vuoi dare alla casa.
Quello che quasi nessuno sa è che il bianco non è un colore solo, ed è il motivo per cui tante persone comprano un bianco convinte di prendere "il bianco" e poi sul muro trovano qualcosa che non si aspettavano. Sullo schermo di un telefono tre bianchi sembrano identici, sulla parete no.
Bianchi caldi e bianchi neutri
Un bianco caldo ha dentro una presenza di giallo. È quello che dà la sensazione di accoglienza, che ammorbidisce le stanze e le fa sembrare vissute nel senso buono. Funziona particolarmente bene nelle stanze esposte a nord, dove la luce naturale è fredda e serve qualcosa che compensi.
Un bianco neutro ha invece una componente di nero, che gli toglie qualsiasi sottotono e lo rende esattamente quello che dice di essere: un bianco senza direzione, che non tira né verso il caldo né verso il freddo. È il più pulito da abbinare, proprio perché non prende posizione.
Nella mia collezione Avorio Caldo è il caldo, con la sua presenza di giallo appena percepibile; Gesso di Carrara è il neutro, con quel tanto di nero che lo rende stabile a qualsiasi ora; e Calce Viva sta nel mezzo, il più puro e il più luminoso dei tre. Li vedi affiancati nella collezione dei bianchi, ed è solo mettendoli uno accanto all'altro che le differenze si vedono davvero.
Perché il bianco semplice a volte fa ambiente sterile
Questo è il punto che vale la pena capire, perché spiega tutto il resto.
Il bianco semplice, quello base senza nessuna costruzione dietro, in tante case dà l'idea di un ambiente sterile: pareti piatte, luce che rimbalza uguale ovunque, quella sensazione un po' da studio medico che nessuno vuole in casa propria. Non è colpa del bianco in sé, è che un bianco senza sottotono non ha niente con cui dialogare, quindi non restituisce nulla alla luce che riceve.
Un bianco caldo o un bianco neutro costruito bene invece fa il contrario: cambia leggermente durante la giornata, reagisce all'esposizione, e dà a tutta la casa un tono più ricercato senza che il visitatore sappia esattamente dire perché. È la differenza tra una casa imbiancata e una casa pensata, ed è il motivo per cui personalmente li uso su tutto l'appartamento quando il cliente vuole restare sul bianco.
Le case dove invece il bianco semplice funziona
Detto questo, sarebbe disonesto dirti che il bianco base non va mai bene, perché non è vero: ci sono case dove non crea nessun effetto sterile, e sono quelle che hanno già dentro qualcosa di forte.
Le case d'epoca sono il primo caso. Se hai soffitti alti, cornici, modanature, magari un pavimento originale, quegli elementi fanno già tutto il lavoro: il bianco lì serve da sfondo neutro e lascia parlare l'architettura, che è esattamente quello che deve fare.
Poi ci sono le case particolarmente moderne, dove il bianco fa parte del progetto e non è una scelta di ripiego, e le case total white, dove il bianco è una dichiarazione precisa e coerente su tutto, dai muri agli arredi.
E infine c'è il caso che mi piace di più: le case dove porte e finestre sono d'epoca e di pregio. Un serramento in legno vecchio, restaurato o anche solo tenuto bene, contro una parete bianca è una delle cose più belle che si possano fare in una casa, perché il bianco fa risaltare il legno e il legno dà al bianco tutto il calore che gli serve.
Quindi la domanda da farsi non è se il bianco vada bene, ma se la tua casa ha già dentro qualcosa che lo sostenga. Se ce l'ha, il bianco è la scelta migliore. Se non ce l'ha, e sono la maggior parte delle case normali, allora ti conviene un bianco costruito.
Come scegliere tra caldo e neutro
La regola pratica è guardare due cose: da che parte prende luce la stanza e di che colore è quello che ci hai dentro.
Se la stanza è esposta a nord o prende poca luce, vai sul caldo, perché quella luce fredda va compensata. Se invece prende luce piena da sud, il neutro regge benissimo e ti evita di scivolare nel giallino.
Sull'arredo il ragionamento è lo stesso. Con legni caldi, ottone, tessuti naturali, un bianco caldo continua il discorso. Con acciaio, vetro, grigi e legni sbiancati, il neutro sta meglio e non stona.
E se in casa vuoi mettere anche un colore su qualche parete, il bianco lo scegli in funzione di quello: caldo se il colore tira verso il giallo o il rosso, neutro o appena freddo se tira verso il blu. L'ho spiegato colore per colore nell'articolo sul verde salvia e in quello sugli azzurri.
L'errore più comune con i bianchi
È sceglierlo senza guardarlo, dando per scontato che tanto è bianco. Poi lo stendi su tutta casa, che è la superficie più grande di tutte, e scopri che tira verso una direzione che non volevi: o troppo giallo, o troppo freddo.
Sul bianco questo errore costa più che su qualsiasi altro colore, perché il bianco non lo fai su una parete: lo fai su tutte, e spesso anche sui soffitti. Se sbagli, non rifai una parete, rifai la casa. Ed è esattamente il tipo di lavoro dove uno si accorge di aver fatto il pulaster quando ormai ha finito.
Per una superficie così grande, spendere 5,90 euro per un campione da 15 per 15 e appoggiarlo al muro per un paio di giorni è la cosa più sensata che puoi fare. Guardalo la mattina presto e la sera con la luce accesa, perché è in quei due momenti che i bianchi si smascherano.
Domande veloci
Che differenza c'è tra bianco caldo e bianco neutro? Il caldo ha dentro del giallo, il neutro ha una componente di nero che gli toglie ogni sottotono.
Qual è il bianco più puro? Calce Viva, il più luminoso e il più essenziale dei tre.
Che bianco per una stanza esposta a nord? Un bianco caldo come Avorio Caldo, che compensa la luce fredda.
Il bianco fa sembrare la casa fredda? Un bianco base sì, spesso. Un bianco caldo o neutro costruito no, e anzi dà alla casa un tono più ricercato.
Quando il bianco semplice va benissimo? Nelle case d'epoca con cornici e soffitti alti, nelle case molto moderne, nelle case total white e ovunque ci siano porte e finestre d'epoca di pregio.
Quanta pittura serve per tutta la casa? Moltiplica i metri quadri calpestabili per 3,2 e dividi per 7,5: per 80 mq sono circa 34 litri. Il calcolo completo è nella guida sui litri, i costi in questo articolo.
Se devi fare tutta casa e vuoi andare sul sicuro, guarda i tre affiancati e parti da come è esposta la stanza principale. E se hai porte o finestre d'epoca, scrivimi nei commenti com'è il legno, che quello cambia parecchio la scelta.