Colori per bagno, ingresso e corridoio: cosa funziona

Bagno con fascia alta tinteggiata in azzurro chiaro sopra le piastrelle

In bagno e in corridoio vale una regola sola: colori chiari. Sono i due ambienti più piccoli e spesso i più bui della casa, e là dentro un colore carico non dà carattere, toglie spazio.

Sono anche le due stanze che quasi tutti trattano come un ripiego, facendole bianche perché tanto sono di passaggio. È un peccato, perché sono proprio quelle dove un colore scelto bene si nota di più, e dove costa meno sbagliare visto che di parete ce n'è poca.

Il bagno: quello che cambia davvero

Rispetto alle altre stanze il bagno ha due caratteristiche che condizionano tutto: è piccolo e in tanti casi è senza finestra.

Il fatto che sia piccolo significa che qualsiasi colore ci metti lo vedrai concentrato su pochi metri quadri, quindi un tono che in soggiorno sarebbe equilibrato in bagno risulta molto più presente. È il motivo per cui qui la regola dei colori chiari non è una preferenza, è una necessità pratica.

Il fatto che spesso sia cieco cambia ancora di più le carte. In un bagno senza finestra l'unica luce è quella artificiale, che di solito è puntuale e viene dall'alto: in quelle condizioni un colore scuro non ha nessuna luce naturale che lo apra, e la stanza diventa una scatola. Nei bagni ciechi vado sempre sui più chiari in assoluto della collezione, tipo Ghiaccio Alpino, che amplia visivamente, o Cipria di Positano se lo vuoi caldo.

C'è poi una cosa che aiuta e che la gente non considera: nella maggior parte dei bagni la parte bassa è piastrellata, quindi la pittura la stai mettendo solo sulla fascia alta, cioè sulla porzione di parete che riceve più luce e che sta più lontana dagli schizzi. È una posizione favorevole, e per quella fascia un'idropittura traspirante è esattamente quello che serve.

Quando in bagno serve lo smalto

Il discorso cambia se ci sono zone non piastrellate che prendono acqua o vapore diretto: la parete accanto alla doccia senza rivestimento, il muro dietro il lavabo se non c'è lo schienale, quel tipo di situazioni.

Lì l'idropittura non basta, perché non parliamo di umidità ambientale ma di acqua vera che ci finisce sopra, e su quei tratti ci va uno smalto murale, che forma un film continuo e si può pulire davvero.

Vale però la stessa avvertenza che ho fatto per la cucina: sul soffitto lo smalto non ci va. Il vapore della doccia sale, il soffitto è la superficie più fredda della stanza, e se lo chiudi con un film impermeabile quel vapore resta intrappolato e ti torna sotto forma di condensa e poi di muffa. Soffitto sempre traspirante, senza eccezioni. Sul perché un prodotto possa essere lavabile e traspirante insieme ho scritto un articolo apposta.

I colori che funzionano in bagno

Gli azzurri sono la scelta più naturale, perché dialogano con la ceramica bianca e con l'acqua senza doverci pensare. Ghiaccio Alpino nei bagni piccoli o ciechi, Polvere di Amalfi se hai una finestra e vuoi che il colore si veda.

Se preferisci qualcosa di più caldo, Cipria di Capri è il più adatto perché è il più caldo dei rosa e regge bene anche con poca luce, mentre tra i verdi Eucalipto Ligure dà quella sensazione di pulito che in bagno funziona sempre.

Quello che eviterei sono i toni carichi e i colori saturi: in pochi metri quadri diventano soffocanti, e con la luce artificiale della sera peggiorano invece di migliorare.

Ingresso e corridoio: il più luminoso che hai

Il corridoio è la parte di casa più trascurata di tutte, ed è anche la prima che vede chi entra: è lì che si imposta il tono di tutto il resto, quindi vale la pena pensarci un attimo invece di farlo bianco per inerzia.

Il problema tipico è sempre lo stesso: stretto e buio. Un corridoio non ha finestre proprie, riceve solo la luce che gli arriva dalle stanze ai lati, e ha due pareti vicine tra loro che si rimandano ombra a vicenda.

Su un corridoio così funzionano bene gli azzurri, perché hanno un effetto di allontanamento visivo che allarga la percezione dello spazio, oppure semplicemente i colori più luminosi che trovi in collezione. In pratica: Ghiaccio Alpino se vuoi l'azzurro, oppure Calce Viva e Crema di Panna se preferisci restare sui chiari caldi.

La cosa da non fare in un corridoio stretto è spezzarlo. Niente parete d'accento, niente colore diverso sul fondo: in uno spazio già stretto ogni stacco visivo lo accorcia e lo restringe ancora di più. Tutte le pareti dello stesso colore, e il corridoio sembra più lungo e più ampio di quello che è.

Una cosa pratica sui corridoi

I corridoi sono le pareti che si sporcano prima di tutte, perché ci si passa mille volte al giorno, si appoggia la mano, si sfiora con le borse, si urta con l'aspirapolvere.

Quindi qui più che altrove tieni da parte il mezzo litro avanzato per i ritocchi, e quando compri prendi il formato che ti lascia un margine invece di calcolare al centimetro. È uno dei motivi per cui consiglio quasi sempre la latta grande al posto di due piccole, come spiego nella guida sui litri.

Per il resto: un corridoio normale e un bagno piccolo si fanno tutti e due con una latta da 2,5 litri, che è il formato pensato esattamente per questi spazi.

Domande veloci

Che colore per un bagno cieco? Il più chiaro che hai. Ghiaccio Alpino amplia visivamente, Cipria di Positano fa lo stesso restando caldo.

In bagno serve lo smalto? Solo sulle zone non piastrellate che prendono acqua diretta. Sulla fascia alta e sul soffitto ci va un'idropittura traspirante.

Posso usare lo smalto sul soffitto del bagno? No: il vapore della doccia sale e uno smalto lo blocca, portandoti condensa e muffa.

Che colore per un corridoio stretto e buio? Un azzurro chiaro come Ghiaccio Alpino, oppure il colore più luminoso della collezione che ti piace.

Posso fare una parete diversa in corridoio? Meglio di no: in uno spazio stretto ogni stacco visivo lo accorcia.

Quanta pittura per un bagno o un corridoio? Nella maggior parte dei casi basta una latta da 2,5 litri.

Se hai un bagno cieco o un corridoio stretto, parti dai più chiari: li trovi negli azzurri e nei bianchi. E se non sai se ti serve lo smalto da qualche parte, scrivimi nei commenti com'è messa la stanza che ti dico io dove ci va e dove no.