Colori pareti soggiorno: da dove partire per non sbagliare

Soggiorno con pareti in tortora chiaro, divano grigio e libreria bassa in legno

Per scegliere il colore del soggiorno non si parte dal colore: si parte dal pavimento, poi si guarda l'arredo, e il divano si guarda per ultimo, ma solo se hai in mente di fare una parete più scura. È l'ordine che seguo sempre, ed è quello che evita il novanta per cento degli errori.

Il soggiorno è la stanza più grande della casa e quella che contiene più cose di tutte, quindi è anche quella dove sbagliare costa di più: se in una cameretta un colore incerto passa, in un soggiorno lo vedi ogni sera e lo vedono tutti quelli che entrano in casa tua.

Prima cosa: il pavimento

Il pavimento è il punto di partenza per una ragione molto semplice: è la superficie più grande dopo le pareti, non lo cambi, e soprattutto riflette luce colorata su tutto il resto della stanza.

Se hai un pavimento che tira sul rosso, tipo il cotto o certi parquet come il douglas, quello che succede è che la parete riceve luce rossa per tutto il giorno, e un colore che già contiene rosso si sposta: i tortora cominciano a tirare al rosa, i rosa diventano più accesi di quanto volevi. Con questi pavimenti conviene scegliere i neutri meno caldi, tipo Portofino o Nebbia di Langa, che di rosso ne hanno poco e reggono.

Se invece hai un rovere chiaro, un frassino o un gres grigio, sei nella condizione più comoda: il pavimento non ti condiziona e puoi andare praticamente su qualsiasi famiglia, dai tortora ai verdi agli azzurri.

Con un pavimento scuro, tipo un noce o un gres antracite, la regola è tenere le pareti chiare: la stanza ha già il suo peso a terra e se metti peso anche sui muri si chiude.

Seconda cosa: l'arredo

Dopo il pavimento guardo i mobili, e in particolare i legni, perché sono la seconda superficie che non cambierai insieme alle pareti.

Con i legni chiari funzionano bene sia i neutri caldi che i verdi e gli azzurri chiari, quindi hai molta libertà. Con i legni scuri, noce e ciliegio, conviene restare sui toni caldi, perché un neutro freddo accanto a un noce scuro fa un contrasto duro che non aiuta nessuno dei due. Con i mobili bianchi o laccati, che sono la maggioranza nelle case recenti, il colore sulla parete diventa l'unico elemento che dà carattere, quindi puoi permetterti di scegliere qualcosa che si veda.

Vale la pena guardare anche i metalli: se in stanza c'è dell'ottone o dell'oro opaco, i toni caldi e i rosa polverosi li accompagnano; se ci sono acciaio e alluminio, meglio i neutri e gli azzurri.

Il divano: guardalo solo se vuoi la parete più scura

Questo è il passaggio che quasi nessuno fa nell'ordine giusto. Il divano non lo guardo per scegliere il colore delle pareti, perché il divano prima o poi lo cambi mentre il pavimento no. Lo guardo per un'altra cosa: per decidere il colore della parete più scura, quando voglio farne una.

La logica è che la parete dietro o intorno al divano è quella che diventa lo sfondo dell'oggetto più grande della stanza, quindi tra i due deve esserci un dialogo. Se hai un divano blu, dietro ci sta benissimo un rosa polveroso come Blush Mediterraneo, che è il complementare naturale. Se hai un divano grigio o beige, il tono su tono funziona meglio del contrasto: Volterra o Cachemire di Como dietro, e le altre tre pareti in un chiaro della stessa famiglia. Se il divano è bianco o molto chiaro, allora hai mano libera e puoi permetterti il colore più deciso che hai in mente, tipo Carta da Zucchero o Pietra Leccese.

La regola per non sbagliare la parete più scura è sempre la stessa: scegli un colore della stessa famiglia delle altre pareti, solo più profondo. Il tono su tono non tradisce mai, mentre il contrasto forte tra due famiglie diverse riesce a poche persone e a molte esplode in mano.

Soggiorno e cucina insieme: stesso colore, sempre

Su questo non ho dubbi e non faccio eccezioni: se soggiorno e cucina sono un ambiente unico, il colore deve essere lo stesso.

Il motivo è che in un open space non esiste un punto in cui una stanza finisce e l'altra comincia, quindi qualsiasi cambio di colore non legge come una scelta di design ma come uno stacco casuale, e l'occhio lo percepisce come un errore anche quando non saprebbe dire perché. In più spezzare un ambiente unico lo rimpicciolisce, cioè ti fa perdere esattamente il vantaggio per cui l'open space era stato fatto.

Se vuoi differenziare le due zone, si fa con altro: con i tessuti, con un tappeto che delimita la zona divano, con le lampade, eventualmente con il colore dei pensili. Il colore delle pareti resta uno solo, e quello tiene insieme tutto.

L'errore che rovina più soggiorni

È scegliere colori a caso, e per colori a caso intendo colori scelti guardando una foto o un campione senza mai chiedersi se dialogano con quello che c'è già in stanza.

La forma peggiore di questo errore sono i colori vivaci, quelli accesi e saturi che sulla mazzetta sembrano coraggiosi e in una stanza vera non si sposano con niente: non con il pavimento, non con i mobili, non con i tessuti che avevi già. Una parete satura in un soggiorno arredato normale non fa carattere, fa rumore, e dopo un mese non la sopporti più.

Il soggiorno è anche la stanza dove più spesso si finisce per fare il pulaster in senso pieno: si compra il colore d'impulso, si stendono due mani su quaranta metri quadri di parete, e poi si passa il resto dell'anno a guardarlo pensando che qualcosa non torna. È un weekend di lavoro e un centinaio di euro buttati per una decisione presa in trenta secondi.

La soluzione è sempre la stessa e costa 5,90 euro: il campione da 15 per 15. Lo appoggi al muro vicino al pavimento, lo guardi la mattina, lo guardi la sera con le luci accese, e se dopo due giorni ti convince ancora allora è quello giusto.

Quali colori funzionano meglio in soggiorno

Se cerchi la scelta sicura, quella che sta bene con tutto e non stanca, resta sui tortora e sabbia: Lino Grezzo se lo vuoi appena accennato, Volterra se lo vuoi pieno.

Se vuoi che la stanza abbia un carattere senza esagerare, i verdi smorzati sono la strada: Salvia Toscano regge benissimo su tutte le pareti in una stanza luminosa, e con il legno funziona sempre.

Se il tuo soggiorno è già pieno di cose, mobili, quadri, libri, allora ti conviene un fondo che stia indietro: un bianco caldo o un grigio chiaro lascia parlare tutto il resto invece di competerci.

Quante pareti e quanto prodotto

Con i chiari puoi fare tutte e quattro le pareti senza problemi. La parete più scura ha senso solo se la stanza è abbastanza grande e se hai un punto focale da valorizzare, tipo il divano, una libreria o un camino: se il soggiorno è piccolo, quattro pareti chiare rendono di più di tre chiare e una carica.

Sul prodotto, un soggiorno da 20 metri quadri con il soffitto a 2,70 ti chiede circa 6 litri, quindi una latta da 5 più una da 2,5. La tabella completa per ogni dimensione l'ho messa nella guida sui litri, e i costi totali comprese attrezzatura e teli sono in questo articolo.

Domande veloci

Da cosa parto per scegliere il colore del soggiorno? Dal pavimento, poi dall'arredo. Il divano guardalo solo se vuoi fare una parete più scura.

Soggiorno e cucina open space: stesso colore? Sì, sempre. Le zone si differenziano con tappeti, tessuti e lampade, non con le pareti.

Che colore con il parquet scuro? Pareti chiare, perché la stanza ha già peso a terra.

Posso fare una parete di un colore diverso? Sì, ma tienila nella stessa famiglia delle altre, solo più profonda. Il contrasto tra famiglie diverse riesce a pochi.

Quali colori evitare in soggiorno? Quelli vivaci e saturi, che in una stanza arredata normalmente non dialogano con niente e stancano in fretta.

Quanta pittura per un soggiorno da 20 mq? Circa 6 litri per le pareti, quindi una latta da 5 più una da 2,5.

Se vuoi partire davvero, guarda il pavimento e poi apri la collezione con quello in mente. E se non ne vieni fuori, scrivimi nei commenti che pavimento hai, di che colore sono il divano e i mobili, che ti do due o tre nomi su cui scegliere.