Tortora, greige o beige? Le differenze e quale scegliere

Tre pareti affiancate in tre diverse tonalita di beige, tortora e greige

Il beige è più chiaro e tira verso il giallo. Il tortora è un beige con dentro più rosso e più nero. Il greige tende di più al marrone. Sono tre parole che la gente usa come se fossero sinonimi, e invece indicano tre cose diverse: se parti da qui non sbagli l'ordine.

Te lo dico perché di messaggi su questo argomento ne ricevo in continuazione, e sono sempre gli stessi: uno vuole il tortora, ordina quello che sulla mazzetta gli sembrava giusto, lo stende, e sul muro gli esce un colore che con il tortora che aveva in testa non c'entra niente. Quasi sempre il problema non è la pittura, è che non era chiaro cosa stesse cercando davvero.

Beige, tortora e greige: le differenze in due righe

Il beige è il più semplice dei tre: è chiaro e ha dentro soprattutto giallo, quindi risulta caldo, luminoso, e in una stanza si comporta quasi come un bianco un po' più morbido. È la scelta di chi vuole scaldare senza dare colore.

Il tortora è un beige a cui hanno aggiunto due cose: più rosso, che lo rende più caldo e più profondo, e più nero, che lo smorza e lo rende quel colore un po' polveroso che tutti riconoscono. È il più elegante dei tre proprio perché non è mai brillante.

Il greige è quello che tende di più al marrone, e nella pratica è il più neutro del gruppo: non è caldo come un beige e non ha la profondità del tortora, sta in mezzo e per questo è il più facile da abbinare quando in casa hai già tante cose diverse.

Se ti sembrano differenze da poco, prova a mettere i tre accanto a un bianco puro come Calce Viva: contro il bianco vengono fuori subito, mentre da soli si assomigliano molto più di quanto siano davvero.

Come si dispongono i miei cinque

Nella collezione ho cinque tonalità di questa famiglia, e messe in fila coprono tutta la scala da beige a tortora pieno.

Duna è il più chiaro di tutti, un sabbia chiarissimo che sta dalla parte del beige: illumina camere e corridoi senza dare colore vero e proprio, ed è quello giusto se hai paura di esagerare.

Salento è lo stesso tono di Duna ma più pieno, quindi il beige lo vedi davvero. Funziona bene in cucina e in zona pranzo.

Portofino è il meno rosso dei cinque, ed è quello che chiamerei greige: è il più neutro e il più facile da mettere ovunque, quello che scegli quando non vuoi che la parete prenda una posizione.

Volterra è il tortora vero, quello con dentro più rosso di tutti: riempie la stanza senza scurirla ed è il più richiesto della famiglia.

Cachemire di Como è il più profondo e il più avvolgente, quello che in camera da letto fa la differenza tra una stanza normale e una stanza che ti accoglie. Tutti e cinque li vedi affiancati nella collezione dei tortora e sabbia, ed è guardandoli insieme che si capiscono le distanze.

Il pavimento è il vero problema, non il colore

Questa è la parte che ti risolve più grattacapi di tutto il resto dell'articolo, ed è anche quella che nessuno ti dice prima di venderti la pittura.

Il tortora ha dentro il rosso, e il rosso reagisce a quello che ha intorno. Se in stanza hai un pavimento in cotto, oppure un parquet in douglas o comunque un legno che tira sul rossiccio, quel pavimento riflette luce rossa su tutta la parete e il tortora si sposta: comincia a tirare verso il rosa, in certe ore verso il viola, e tu ti ritrovi con una stanza che non hai scelto.

Non è un difetto della pittura, è semplicemente come funziona la luce: il colore che vedi sul muro è sempre il colore della pittura più quello che gli arriva addosso da pavimento, tende e mobili.

Quindi la regola è questa. Se hai un pavimento che riflette rosso, non prendere il tortora più rosso: sposta la scelta su Portofino, che di rosso ne ha molto meno e regge, oppure vai proprio su un neutro diverso come Pietra d'Istria. Se invece hai un rovere chiaro, un frassino, un gres grigio o un pavimento in resina, allora il tortora pieno lo puoi prendere tranquillamente ed è anzi il suo ambiente naturale.

Il modo per non sbagliare è uno solo: guarda il colore nella tua stanza, con il tuo pavimento, e guardalo in due momenti diversi della giornata. La mazzetta tenuta in mano davanti alla finestra non ti dice niente, va appoggiata a terra vicino al pavimento e guardata da lontano.

Il tortora è di moda, e questo è il punto debole

Chi mi scrive per il tortora mi dice quasi sempre le stesse due cose: che è un neutro e sta bene con tutto, e che è di moda.

La prima è vera ed è il motivo migliore per sceglierlo. La seconda è vera anche lei, ma è la ragione peggiore, e te lo dico anche se è il colore che vendo di più.

Una parete non la rifai ogni due anni. La tinteggiatura di una stanza sono un weekend di lavoro e un centinaio di euro di materiale, e se scegli qualcosa solo perché adesso lo fanno tutti, tra tre anni ti trovi con una casa che sembra datata esattamente come le pareti color pesca degli anni Novanta, che pure andavano fortissimo.

Il tortora ha però una fortuna: non è nato ieri. È il colore della terra e della pietra, sta in giro da sempre, e questo lo mette al riparo dal destino delle mode passeggere. Quindi prendilo pure, ma prendilo perché ti piace come sta nella tua stanza e con le tue cose, non perché l'hai visto in dieci foto di seguito. È la differenza tra una scelta e un acquisto da pollo.

Quante pareti e con cosa abbinarlo

I miei tortora sono chiari, quindi li puoi mettere su tutte e quattro le pareti senza chiudere la stanza, e anzi in questa famiglia viene molto meglio così che con la parete d'accento, perché sono colori che lavorano per avvolgere e non per farsi notare. L'unico che valuterei su una parete sola, se la stanza è piccola o poco luminosa, è Cachemire di Como.

Sugli abbinamenti il tortora è generoso: sta bene con il legno chiaro, che lo alleggerisce, e con il legno scuro, che lo rende più classico. Con i tessuti naturali, lino e cotone grezzo, funziona sempre.

Per il bianco da affiancare, sui soffitti e sugli infissi, scegli un bianco caldo come Avorio Caldo se vuoi continuità, oppure un bianco neutro come Gesso di Carrara se vuoi che il tortora si stacchi e si veda.

Per l'accento, i due che funzionano meglio sono il verde e l'azzurro smorzati: Salvia Toscano su una parete, oppure Carta da Zucchero se vuoi qualcosa di più deciso. Bastano anche solo nei tessuti.

Prima di ordinare

Se il muro non è mai stato dipinto, o se ci vai sopra un colore vecchio e carico, passa prima il preparatore: sui tortora conta più che su altri colori, perché se il vecchio colore filtra da sotto il rosso si sposta e ti ritrovi con lo stesso problema del pavimento, ma peggio.

E stendile piene. I neutri chiari sono i più spietati in controluce: se tiri il rullo per far durare la pittura, le righe si vedono tutte. Due mani date come si deve e la parete la guardi di sbieco senza vedere niente, effetto strabiliante e l'hai fatto tu.

Domande veloci

Che differenza c'è tra tortora e greige? Il tortora ha dentro più rosso e più nero, quindi è più caldo e più profondo. Il greige tende di più al marrone ed è più neutro.

Il tortora sta bene con il parquet? Con il rovere chiaro e il frassino sì, benissimo. Con i legni rossicci come il douglas rischia di virare al rosa: in quel caso scegli il più neutro della famiglia.

Perché il mio tortora sembra rosa? Quasi sempre è il pavimento o un mobile che riflette luce rossa sulla parete. Non è la pittura, è l'ambiente.

Qual è il tortora più chiaro? Duna, che sta al confine con il beige ed è il più sicuro se hai paura di scurire.

Posso fare tutte le pareti color tortora? Sì, con i chiari tranquillamente. Con il più profondo valuta la dimensione della stanza.

Quanta pittura serve? Per una stanza da 12 mq una latta da 5 litri a due mani. Il calcolo completo è nella guida sui litri, mentre i costi totali li trovi qui.

Se hai in mente la stanza ma non sai quale prendere, guarda prima che pavimento hai e poi i cinque affiancati. E se non ne vieni fuori, scrivimi nei commenti che pavimento c'è e da che parte prende luce la stanza, che ti dico io quale scegliere.