Se fai due colori in una stanza, quello diverso va sulla parete più in vista o su quella del divano, e va da uno spigolo all'altro senza fermarsi a metà. Sono le due regole che seguo sempre, e da sole evitano quasi tutti i lavori venuti male.
Poi c'è una terza cosa, che è quella su cui si sbaglia di più e su cui devo essere onesto anche a costo di rendermi la vita difficile: se i due colori non staccano abbastanza, il lavoro non si vede. E siccome i miei colori sono tutti chiari, questo problema con la mia collezione esiste. Sotto ti dico esattamente quali coppie funzionano e quali no.
Quale parete scegliere
La regola è semplice: si sceglie la parete più in vista, cioè quella che vedi appena entri nella stanza, oppure quella del divano.
Il motivo per cui funzionano è lo stesso in tutti e due i casi: sono le pareti che hanno già un ruolo. Una perché è la prima cosa che guardi, l'altra perché fa da sfondo all'oggetto più grande della stanza. Colorare una parete che nessuno guarda è lavoro sprecato, e capita più spesso di quanto pensi.
In camera da letto la parete giusta è quasi sempre quella dietro il letto, che tra l'altro è anche l'unica che tu non vedi mai quando sei sdraiato: puoi permetterti il colore più deciso senza che ti pesi addosso la sera. Ne ho parlato per bene nell'articolo sulla camera.
Quello che invece non devi fare è scegliere la parete a caso o quella più comoda da dipingere. Se hai un camino, una libreria o una testata importante, il colore va lì dietro e non altrove.
Dove si ferma il colore
Qui la risposta è secca: si parte da uno spigolo e si arriva all'altro spigolo. Il colore occupa la parete intera, per tutta la sua altezza e per tutta la sua larghezza.
Non a metà parete, non a fasce orizzontali, non fino a dove capita. Lo spigolo è il punto in cui la stanza cambia direzione, e l'occhio lo legge come una linea naturale: qualsiasi altro punto di stacco legge come un errore, anche quando è stato fatto apposta.
C'è però un'eccezione pratica che uso quando serve. Se gli angoli sono particolarmente storti, e nelle case vecchie succede spesso, tirare una linea netta sullo spigolo mette in evidenza proprio la storture invece di nasconderla. In quel caso lascio un bordo del colore di fondo: se le altre pareti sono bianche, resta una fascia di bianco prima dello spigolo, e la parete colorata risulta leggermente rientrata. L'occhio non nota più che l'angolo non è dritto, e il lavoro sembra fatto meglio di quanto il muro permetterebbe.
Il soffitto resta bianco, sempre. Tirare dentro il soffitto nel colore è una cosa che riesce bene solo in stanze molto grandi e molto alte: nelle case normali abbassa l'ambiente e amplifica ogni imperfezione delle pareti.
Il problema dello stacco, detto onestamente
Adesso la parte scomoda. L'errore che vedo più spesso, insieme a quello degli abbinamenti, è scegliere due colori che staccano troppo poco: il lavoro c'è, la fatica pure, ma entri nella stanza e non vedi niente.
E devo dirti che con la mia collezione è un rischio concreto, perché i miei colori sono tutti chiari. Non ho un verde bosco, non ho un blu notte, non ho un terracotta pieno: ho una gamma costruita sui toni tenui, e la conseguenza è che il contrasto forte, quello da rivista, con i miei colori non lo ottieni.
Questo non vuol dire che due colori non si possano fare. Vuol dire che vanno scelti sapendo quello che si fa, e che le coppie giuste sono poche. Ho messo in fila tutta la collezione e queste sono quelle che danno lo stacco maggiore, in ordine:
Biscotto all'Amaretto su fondo Calce Viva è la coppia con il contrasto più alto in assoluto della collezione. Subito dopo vengono Antico Veneziano sempre su Calce Viva, e Cachemire di Como sullo stesso fondo. Se cerchi qualcosa di più freddo, Carta da Zucchero su fondo Crema di Panna regge bene, e così Polvere di Amalfi sullo stesso fondo.
Il denominatore comune è sempre lo stesso: il fondo dev'essere uno dei bianchi puri, cioè Calce Viva o Crema di Panna, e l'accento uno dei quattro più profondi che ho. Se metti un chiaro su un chiaro, per quanto diversi ti sembrino sulla mazzetta, sul muro non si vede.
Un caso a parte è Pietra Leccese, che è il grigio più deciso che ho e funziona meglio di tutti proprio in questa situazione: una parete sola, le altre in un bianco neutro, e la stanza guadagna profondità invece di rimpicciolirsi. Su tutte e quattro le pareti invece serve luce vera, quindi in una camera piccola diventa pesante.
Se lo stacco non ti basta
Se dopo aver visto le coppie qui sopra ti rendi conto che vuoi un contrasto più forte di quello che la mia gamma ti dà, la risposta onesta è che ti serve un colore più profondo di quelli che faccio io.
Ma prima di andartene, considera l'alternativa, che non è un ripiego: il tono su tono. Invece di cercare il contrasto, prendi due colori della stessa famiglia a due profondità diverse, per esempio Latte di Mandorla sulle tre pareti e Cachemire di Como su quella d'accento. Lo stacco è sottile e ci vuole un attimo per accorgersene, ma la stanza risulta più curata e non stanca, ed è un effetto che regge negli anni molto meglio del contrasto forte.
È anche la scelta che consiglio a chi ha una casa già piena di cose. Con mobili, quadri e tessuti che parlano già, due colori che urlano diventano il terzo elemento di troppo.
Gli altri due errori
Il primo è non abbinare i colori, cioè sceglierne due che ti piacciono presi singolarmente senza chiederti se stanno insieme. Due colori belli non fanno una coppia bella: contano la direzione del sottotono e la famiglia di appartenenza. Un caldo e un freddo nella stessa stanza si respingono, e lo vedi anche se non sai spiegartelo.
Il secondo è affidarsi solo ai colori del momento. Ogni anno c'è una tinta che gira ovunque, e chi ci costruisce sopra una stanza si ritrova tra tre anni con una casa che dice esattamente in che anno è stata dipinta. Il colore va scelto guardando il pavimento, l'arredo e l'esposizione della stanza, non quello che hai visto passare dieci volte: come si fa l'ho spiegato nell'articolo sul pavimento e in quello sul soggiorno.
Quanto prodotto serve
Facendo due colori compri due latte, ma non due grandi. Per una stanza normale da 12 metri quadri ti serve una latta da 5 litri del colore di fondo, che copre le tre pareti, e una da 2,5 del colore d'accento per la quarta.
Se la parete d'accento è grande o se il colore è uno dei più carichi, che coprono meno degli altri, tieni presente che serve una mano ben tirata in più. La tabella completa per ogni dimensione di stanza è nella guida sui litri.
E siccome qui stai scegliendo due colori che devono stare insieme, questo è il caso in cui i campioni da 15 per 15 valgono davvero i loro 5,90 euro l'uno: prendili tutti e due, appoggiali in stanza uno accanto all'altro e guarda se staccano abbastanza. Se a mezzo metro di distanza ti sembrano lo stesso colore, sul muro sarà peggio.
Domande veloci
Quale parete faccio di un colore diverso? La più in vista o quella del divano. In camera, quella dietro il letto.
Il colore deve arrivare fino allo spigolo? Sì, da spigolo a spigolo. Solo se gli angoli sono molto storti conviene lasciare un bordo del colore di fondo.
Il soffitto lo coloro? No, tienilo bianco: nelle stanze normali abbassa l'ambiente.
Quali due colori staccano di più? Biscotto all'Amaretto su fondo Calce Viva è la coppia con il contrasto più alto della collezione, seguita da Antico Veneziano e Cachemire di Como sullo stesso fondo.
Posso fare due chiari diversi? Puoi, ma sappi che si vedrà pochissimo. Se cerchi lo stacco, il fondo dev'essere un bianco puro.
Quanta pittura serve? Una latta da 5 litri per il fondo e una da 2,5 per la parete d'accento.
Se hai già in mente quale parete fare, il passo successivo è scegliere la coppia: parti da un bianco puro per il fondo e vai a prendere l'accento tra i più profondi che trovi in collezione. E se non sei sicuro che i due che hai in mente stacchino abbastanza, scrivimi nei commenti quali sono che te lo dico io.