I 10 difetti più comuni della pittura sui muri

Parete bianca in luce radente che mostra rullate e chiazze di stesura

Dopo trentacinque anni di cantiere e parecchie migliaia di messaggi, l'elenco dei problemi che mi arrivano è sempre lo stesso. Non cambia mai. E in cima non c'è la muffa, non ci sono le crepe: c'è il rullo che si vede.

Te li metto in fila nell'ordine in cui me li chiedete davvero, non nell'ordine in cui stanno sui manuali. Per ognuno ti dico da cosa nasce e se si salva con un ritocco o se tocca rifare.

1. Le rullate che si vedono

È il primo in assoluto, e capita sia sulle pareti che sul soffitto. Bande più cariche, righe, zone dove si legge il passaggio del rullo. Si vedono con la luce di taglio, di solito nel tardo pomeriggio, e prima non le avevi notate.

Nascono dal bordo bagnato che si chiude prima che tu ci torni sopra. Su una parete grande hai molto meno tempo di quello che credi, e se ripassi quando sotto ha già cominciato a tirare, il segno resta.

Sul soffitto è peggio che sulle pareti, perché la luce lo prende sempre di taglio e non perdona niente.

2. La diluizione sbagliata

Il secondo per frequenza, ed è un problema che genera tutti gli altri: una pittura diluita male non copre, non si stende e lascia segni.

Assoluta va diluita dal 30 al 40% con acqua pulita. Non è un margine di libertà: il 30 è per la seconda mano e per i muri già a posto, il 40 per la prima mano e per i fondi assorbenti. Oltre il 40 non stai facendo rendere di più il barattolo, stai togliendo copertura.

3. Le pareti che vengono a chiazze

Zone più chiare e zone più scure, quasi sempre dove c'erano stuccature o rappezzi.

Qui il colpevole non è la pittura, è il fondo: lo stucco beve più dell'intonaco vecchio, si porta via il legante e in quel punto il colore resta più opaco. Ritoccare solo le chiazze non serve, perché il ritocco a sua volta si vede.

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4. Le bolle sui muri

Bolle che compaiono mentre stendi o poco dopo. La causa più frequente non è quella che pensa la gente: succede quando una pittura con più resina si sovrappone a un materiale più debole. La pittura nuova tira, quella sotto non regge, e si solleva.

Poi ci sono le bolle da umidità e quelle da preparazione assente. Tre cause diverse, tre comportamenti diversi.

5. La pittura non copre

Due mani date e si vede ancora quello di sotto. Le cause vere sono cinque: diluizione oltre il limite, rullo sbagliato per quel muro, mano tirata per farla bastare, fondo troppo assorbente, o un colore di partenza troppo lontano da quello nuovo.

6. La pittura si stacca

Viene via a scaglie, spesso portandosi dietro anche quello che c'era prima. È il segnale che sotto c'era qualcosa che non teneva: una vecchia tempera, un fondo che sfarina, oppure umidità.

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7. Crepe e cavillature

Due cose diverse che si somigliano. La cavillatura si riconosce dalla larghezza: è molto fine, una ragnatela. La crepa vera è più larga e di solito torna sempre nello stesso punto.

La cavillatura è colpa dello spessore: troppa pittura caricata sul rullo e stesa male. La crepa strutturale invece è il muro che lavora, e la pittura non c'entra.

8. Gli aloni dopo il lavaggio

Togli una macchia e resta il segno del lavaggio, spesso più visibile della macchia. Dipende da quanto è lavabile il prodotto e da come hai strofinato.

Assoluta è classe 1 e supera i mille cicli secondo la UNI 10560, ma anche una superlavabile va pulita con un panno morbido e senza detersivi aggressivi.

9. Il colore asciutto diverso da quello del barattolo

La parete asciuga e il colore sembra un altro. Non è un difetto: un opaco cambia con l'asciugatura, e cambia ancora con la luce della stanza e con le ore del giorno.

10. La muffa che torna

Soprattutto in bagno, e quasi sempre sul soffitto o nell'angolo alto. Dipende dal vapore, ma anche da pitture scadenti e da preparazione assente.

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Quali si salvano con un ritocco

Questa è la domanda che mi fanno subito dopo, e la risposta è netta.

Sui bianchi e sui colori chiari il ritocco funziona. Rifai la zona, la sfumi, e una volta asciutta non si vede più niente.

Sugli scuri difficilmente. Un colore carico segna il punto dove hai ritoccato, perché lo spessore in più si legge sempre. Su una parete scura, se il difetto si vede, di solito conviene rifare tutta la parete invece di provare a salvarla.

L'errore che facevo io

Agli inizi lavoravo di fretta, e la fretta si pagava sempre nello stesso modo: coprivo male e non profilavo subito prima di rullare.

Profilare vuol dire fare a pennello gli angoli, il bordo del soffitto e il contorno delle porte. Se lo fai molto prima di passare il rullo, quella fascia si asciuga, e quando arrivi con il rullo lo stacco tra la texture del pennello e quella del rullo resta visibile lungo tutto il perimetro.

Il modo giusto è pennellare una porzione e rullarla subito, poi passare alla successiva. Bagnato su bagnato.

Sulla copertura è lo stesso discorso: il tempo che risparmi tirando una mano lo ripaghi con gli interessi il giorno dopo.

Come si evitano quasi tutti

Otto di questi dieci nascono prima che tu apra il barattolo.

Il fondo va guardato, stuccato e uniformato. Il preparatore va dato su tutta la parete, non solo sulle stuccature. Tra il preparatore e il colore si aspettano due ore, tra la prima e la seconda mano quattro. Le mani sono due, sempre, anche sul bianco.

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Domande veloci

Qual è il difetto più comune in assoluto? Le rullate che si vedono, sia sulle pareti che sul soffitto.

Quanto si diluisce la pittura? Dal 30 al 40% con acqua pulita. Oltre si perde copertura.

Il ritocco si vede sempre? Sui bianchi e sui chiari no, sugli scuri quasi sempre sì.

Quanto si aspetta tra una mano e l'altra? Quattro ore tra prima e seconda mano, due ore dopo il preparatore.

Se hai un muro venuto male e non capisci quale dei dieci sia, scrivimi nei commenti o su WhatsApp con una foto.

Scritto da

Max Bassi

Imbianchino decoratore dal 1996 e fondatore di Assoluta. Quaranta cantieri l'anno, e oltre 800.000 persone che mi seguono sui social. Quello che leggi qui viene dal cantiere, non dai cataloghi.

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